Tra noi, era quello che più amava la musica. Ma la suonava di meno.
Lui la “cantava”, dentro.
Quando lo guardavi pensieroso (e forse lui non ti vedeva), sta’ sicuro che aveva un motivo in testa, spesso ripetitivo, che ripassava in continuazione, arrangiandolo alla sua maniera, smontandolo, rimontandolo, arricchendolo di note nuove, per noi misteriose.
Da ragazzo, con noi formò i Leaders, poi studiò e insegnò musica, a Ripa fu maestro di banda, nel suo defilato affettuoso negozio vendette chitarre, clarinetti, sax, piani, batterie, spartiti, mute di corde…
Ci si ritrovava, ogni tanto. Tra noi, suonare significava parlare. Impacciati magari, non ricordando bene motivi e accordi, provando, riprovando…
In ultimo, da solo, chissà cosa cantava. Ma sembrava sereno.
Noi speriamo così.
1 novembre 2019 Gli amici di musica
venerdì 1 novembre 2019
mercoledì 30 ottobre 2019
La STASI* nel Piceno
*Staatssicherheitsdienst: Polizia Segreta di Stato dell’ex DDR – La principale organizzazione di sicurezza e spionaggio della Repubblica Democratica Tedesca.
Dovevamo saperlo, che prima o poi la sindrome da sicurezza (Sicurezzite, nel linguaggio specialistico delle neuroscienze) avrebbe partorito il mostro.
L’hanno partorito - senza una doglia né una contrazione - tre geniali sindaci del Piceno (Grottammare, Cupra, San Benedetto: i tre "P" dell’avemaria, rispettivamente Piergallini, Piersimoni, Piunti), più la Prefetta di Ascoli. Sorriso da primi della classe nella foto di gruppo, con la penna in mano (!) come quando andavamo alle elementari, con dietro i maestri, pardon, i “vertici delle Forze dell’Ordine” in posa pettoruta, e, sotto, la velinona istituzionale del 29/10 che la stampa locale si è scapicollata a pubblicare senza - va da sé - un sussulto di critica-dubbio-perplessità, né uno sbigottito possibile-che-sia-vero?... (È la stampa locale, bellezza).
Vero lo è, il comunicato dei faccioni sorridenti con la penna in mano non lascia dubbi.
L’ideona, che presto sarà concretamente realizzata, prevede il coinvolgimento dei cittadini in attività di “osservazione della propria zona di residenza” per prevenire reati e valorizzare “forme diffuse di controllo sociale”
Passaggio clou: l’istituzione di “GRUPPI DI VICINATO”(sic) che dovranno - udite udite - “limitarsi a riferire le informazioni di interesse per le Forze di Polizia”.
(Ci ricorda qualcosa?)
I “Gruppi di vicinato” - difficile dire se la definizione sia più comica o più sinistra, ma si può optare per un pareggio - avranno compiti di “controllo del vicinato” (sic) e dovranno limitarsi (bontà loro) a “riferire le informazioni di interesse per le Forze di Polizia”.
Nell’ex DDR si chiamavano “cittadini della pace” - Kundschafter des Friedens - i benemeriti che facevano gli spioni presso la STASI; qui da noi tempo fa si chiamarono “RONDE” i gruppi di cittadini di marca fascioleghista pronti a menar le mani se la sicurezza lo richiedeva; poi anche quelle si sgonfiarono, le ronde rimasero disoccupate e restarono comunque i Vigili Urbani a inseguire con eroico sprezzo del pericolo i feroci vucumpra’ sulle spiagge di San Benedetto-Grottammare-Cupra (in ordine di apparizione sulla traiettoria sud-nord).
Oggi finalmente, con l’istituzione dei “Gruppi di vicinato” (che Salvini se lo sa ci resta secco per l’invidia) tutti saremo più sicuri: ciascun cittadino saprà di poter essere spiato, controllato, se necessario pedinato dal proprio vicino (ci ricorda qualcosa?) e sarà perciò indotto a comportamenti onesti, disciplinati, cristallini; ciascuno, incontrando il proprio vicino, si scappellerà ossequioso, hai visto mai che sia “uno di quelli”… e se ne gioverà l’armonia generale. Ciascuno inoltre potrà farsi parte attiva del progetto e, riscontrando comportamenti sospetti nel vicino, fare una sacrosanta spiata alla STASI, pardon alle autorità locali.
Insomma, grazie al genio dei sindaci locali e delle autorità preposte - la brava Prefetta auspica che “altri Comuni si aggiungano” - d’ora in poi dormiremo fra due guanciali: gli spioni, gli spiati, la città intera e tutto il cucuzzaro.
E la sicurezzite celebrerà finalmente i suoi trionfi.
Però un po’ sono preoccupata: se mai, colpevolmente trasgredendo la severa dieta ipocalorica, dovessi appartarmi per sgranocchiare in segreto una libidinosa barretta al cioccolato, potrebbe il mio atteggiamento indurre in sospetto un occhiuto vicino, ed essere io da questi zelantemente segnalata alla STASI, pardon alle autorità locali? Mumble mumble…
Sara Di Giuseppe - 30 ottobre 2019
Etichette:
Cupra Marittima,
Grottammare,
Gruppi di vicinato,
Piergallini,
Piersimoni,
Piunti,
Prefetta,
San Benedetto del Tronto,
Sara Di Giuseppe,
Sicurezzite,
Stasi
venerdì 4 ottobre 2019
“LA NOSTRA CASA È IN FIAMME”, costruiamone ancora!
La variante REMER si farà: “Un borgo naturalistico di 80 appartamenti immerso nella natura della Riserva Sentina”. “Più di 3 milioni per le casse comunali”.
“LA NOSTRA CASA È IN FIAMME”, costruiamone ancora!
La scena a San Benedetto cambia ancora ma è sempre uguale: mattoni, asfalto ferro e cemento. Palazzi, Residence, Centri Commerciali. E case su case su case, con ingordigia. Insultando la lingua italiana, ora li chiamano borghi.
Un borgo alla Sentina ci mancava. E come non costruirlo, quando “è proprio sull’aspetto naturalistico che puntano i privati in quanto negli ultimi anni sarebbe cresciuta la domanda per siti immersi nella natura…”. Quindi cosa fanno gli architetti? Propongono progettano e firmano gli orrori che vedete. E cosa fa il Comune? Concede col sorriso e passa all’incasso, 3 milioni e rotti, altro che “edilizia sociale”. E la rimpicciolita Sentina, che si restringe e intristisce sempre più? Zitta, si capisce. Avrà solo molta più gente che farà intorno pipì, più auto, più scooter, più rumori, più soldi, più turisti stupidi.
E l’ambiente, la natura? L’inquinamento? Le polveri? I rumori?
La ci-o-due? …
Eddài! Eddài, tranquilli, ovvio che sarà tutto in regola, mica siamo banditi…
E poi senti l’ultima, questa gli è sfuggita, al Corriere Adriatico: il super-attico di questo borgo così ecologico, quello con vista sui laghetti della Sentina, l’ha comprato GRETA THUNBERG (anche la sua casa è in fiamme).
Nota importante: in questo pezzo alcune notizie sono vere, altre false. Al lettore il compito di distinguerle. Se non ce la fa pazienza. Potrà sempre fare il giornalista o il politico.
PGC - 4 ottobre 2019
sabato 21 settembre 2019
La Tragedia di Adelchi
Conosceva la “sua” Palazzina Azzurra come nessuno.
Ogni particolare edilizio. E ogni palma, ogni cespuglio, ogni fiore, quasi ogni filo d’erba del giardino. Mi chiamò disperato, quando tagliarono il grande pino. Quante volte ispezionava preoccupato il malandato mosaico della ex pista da ballo: metteva le tessere che si staccavano in tre sacchetti – tre toni d’azzurro – tante volte mandassero qualcuno a ripararla… (Macchè)
Teneva a bada gli espositori, gli artisti, i musicisti, gli assessori, i politici e il pubblico maleducato con la stessa intransigenza: attenti, la Palazzina è fragile, si rompe!
Una mattina lo trovai arrampicato su una sedia di plastica che lucidava con cura il plexiglass della scultura VALE & TINO di Marco Lodola: che poesia, sembrava ballasse con loro…
ADELCHI non era “solo” lo storico custode della Palazzina Azzurra, era proprio una sua parte. Era, soprattutto, un testimone scrupoloso, che si studiava – attento e a modo suo – ogni artista. Poi me lo raccontava, a modo suo.
Quando andò in pensione la Palazzina ci restò male, come orfana. ADELCHI adesso la guardava da lontano, ci passava davanti in bicicletta, chissà se ci entrò più. Io non riuscii a (ri)portarcelo mai.
Ma le vite della Palazzina e di ADELCHI continuavano parallele, il loro distacco non era una tragedia. Si amavano lo stesso.
La Tragedia è adesso.
19 settembre 2019 Giorgio
Etichette:
Adelchi Travaglini,
Giorgio,
Marco Lodola,
Palazzina Azzurra,
PGC,
Vale & Tino
giovedì 5 settembre 2019
Quasi quasi mi faccio un incendio
Dev’esserci un piromane seriale che imperversa nelle campagne di Cupra-Grottammare-Ripa, ma nessuno lo prende. Sembra agire indisturbato, con la massima libertà e a colpo sicuro. Quando in TV non c’è la partita o qualche altra scemenza che adora, lui per non annoiarsi guarda in aria, strabuzza gli occhi come i coatti di Carlo Verdone in “Un sacco bello” - e trova l’ispirazione… “Quasi quasi mi faccio un incendio”. Due passi nei paraggi (a piedi, in macchina, in motorino), accende e torna. Poi si gode gratis lo spettacolo di sirene - autobotti - pompieri - elicotteri - canadair - tivù…
Nessuno mai lo beccherà, se la sequenza dei fatti è questa. E lo è. Senza alcuna efficace attività di prevenzione, lui può continuare tranquillo [a meno che non si dia fuoco da solo], invece noi ci rimettiamo i boschi.
Sui giornali la notizia non fa più notizia: le solite veline inzeppate di dati tecnici senza senso per chi legge, diramate con dispiacere precotto misto ad orgoglio: le fiamme, dopo ics ore, sono state domate con sprezzo del pericolo… bla bla bla… intervento di squadre di Vigili del Fuoco da ogni dove. Costi altissimi per niente: dopodomani, vicinissimo, capiterà un altro incendio. Doloso.
Eppure qualcosa si potrebbe e dovrebbe fare per proteggere davvero questi nostri territori circoscritti, pure mediamente urbanizzati, e arrestare il piromane pazzo (se è pazzo). Non siamo in Amazzonia.
La butto là: perché non utilizzare i DRONI? Penso a una decina di droni semi-professionali, del costo di poche migliaia di euro, da tenere permanentemente in funzione (in volo) nei mesi degli incendi. Da una quota di circa 500 metri, coprirebbero palmo palmo tutto il territorio rivelando all’istante qualsiasi movimento o azione sospetta ad un’unità operativa della Questura la quale, prima che il piromane seriale agisca, invierebbe i gendarmi a catturarlo come un cinghiale. Della sua losca condotta avrebbe prove certe.
Invece di continuare letteralmente a buttare acqua sul fuoco - con enorme dispendio di uomini e mezzi - quando gli incendi già fanno il loro sporco lavoro, non sarebbe almeno da tentarla, un’operazione chirurgica preventiva come questa?
… A meno che - guarda che vado a pensare! - gli incendi non siano un appetitoso affare per qualcuno o per molti, e allora è tutta un’altra storia, e appena un dettaglio far finta di spegnerli.
PGC - 5 settembre 2019
Etichette:
Cupra Marittima,
Droni,
Grottammare,
Incendio,
PGC,
Piromane,
Ripatransone,
Un sacco bello
lunedì 5 agosto 2019
A Selvaggia Lucarelli
Rif. “E i fratini a rischio estinzione vanno tutti al tour di Jovanotti”
(Selvaggia Lucarelli) IL FATTO QUOTIDIANO, 4.8.’19, pag.17
Cara Selvaggia (“giuro, è vero”) ti scrivo
Sono un fratino che va ai concerti di Jovanotti. Specie d’estate non me ne perdo uno, Jovanotti mi piace da morire. Sono stato ai suoi Jova Party in Val Pusteria, Cerveteri, Rimini, Castel Volturno, Roccella Jonica… Volevo portarci altri fratini, gli amici bucaneve, camosci, marmotte, cappellacce, beccamoschini, e magari pure Reinhold Messner, ma loro non hanno mai voluto.
Preferiscono il silenzio, l’aria pulita, la tranquillità… bah, non li capisco.
Ieri al Lido di Fermo è stato bellissimo. Ho cantato, mangiato, bevuto, ballato fino allo sfinimento con 30 – 40.000 scalmanati. Fino all’alba. Oddio, finito il party era un macello, è rimasto un campo di battaglia proprio da selvaggi (tu ti saresti trovata bene…), ma chi se ne frega, io ho le ali!
Sbagliato, cazzo, ho i sandali, sono un fratino in estinzione.
Non mi resta che pregare.
PGC (Giorgio Camaioni) - 4 agosto 2019
venerdì 12 luglio 2019
Lavorare lavorare lavorare preferisco la prua della Geneviéve
LAVORARE
LAVORARE
PREFERISCO
LA PRUA DELLA
GENEVIÈVE
Caro Ugo ti scrivo… così ti informo un po’.
Succede che stanno “oscurando” la tua Scultura di Parole, che da anni fa bella mostra all’inizio del lungomare di San Benedetto.
Tu sai che purtroppo non è stata mai digerita da una buona fascia (destrorsa) di sambenedettesi cosiddetti doc. Beh, ora questa gente governa. Quindi, quello che non gli riuscì con scomposte proteste e perfino con una fallita raccolta di firme - per smontarla, sbatterla chissà dove o volgarmente rispedirtela a Torino - lo mettono in pratica oggi. Perché sono maggioranza? Perché non esiste l’opposizione? Perché manca anche l’ombra di un civile contrasto? Perché non gliene frega niente a nessuno?… Non so, scegli tu.
Come te la massacrano la tua “LAVORARE LAVORARE LAVORARE PREFERISCO IL RUMORE DEL MARE”? Ma con l’Arrrte (come la intendono loro), sono furbi e spregiudicati questi. Gli piazzano subito dietro - a mo’ di sfondo - l’abusiva prua della Geneviève, un rottame dell’ultimo peschereccio atlantico innalzato erroneamente a simbolo della compianta marineria locale. Il Monumento più importante della città sarà un invadente pezzo di ferro restaurato a caro prezzo.
Non ho niente contro quella povera (brutta) prua, figurati. Anzi, nel mio piccolo, avevo fatto varie proposte alternative (più creative che banali) riguardo alla sua collocazione, sempre rifuggendo il solito decadente orgoglio marinaro o il retorico municipalistico gigantismo. Ma adesso… è come se di fianco al Colosseo mettessero su un piedistallo il muso arrugginito o riverniciato di una Balilla; come se, in un museo, accanto a un quadro di Braque appendessero la crosta di un pittore marchigiano; come se ai piedi di una statua greca allungassero un mercato di scarpe civitanovesi…
Questo volevo dirti. Magari per l’incazzatura ti salta l’uzzolo di affittare un TIR per venire a riprenderti la tua LAVORARE. Sta’ tranquillo che qua sarebbero contenti, non capirebbero neanche la vergogna, lo smacco, la patente d’ignoranza che li avvongolerebbe.
È San Benedetto, bellezza!
Saluti PGC
Etichette:
Arte pubblica,
Geneviève,
PGC,
San Benedetto del Tronto,
Scultura di parole,
Ugo Nespolo
sabato 8 giugno 2019
Il Paese dei tarocchi
Dalle nostre parti gli aerei ne passano di tanto in tanto e appena si vedono, lasciando scie più o meno 'bianche' sfilacciandosi per decine di minuti. Ci fanno alzare il naso e magari sognare per un viaggio che mai sarà. Più facilmente passano elicotteri o canadair in caso di incendi vicini alla costa. Per questo in estate c'è sicuramente più traffico sopra le nostre teste.
Oggi e domani, udite udite, vedremo delle scie Tricolori... Uau! Così la costa sbennese si popolerà di smartphone flescianti, telecamere portatili, tutti attrezzati con bastoni per selfie, binocoli, monocoli, cicli, tricicli e monopattini per seguire il color patrio. L'Amministrazione felice e contenta di aver risvegliato l'amor patrio (per mascherare la propria insipienza), saluta e ringrazia con qualche decina di migliaia di euro della comunità la medagliata Pattuglia Acrobatica. L'ennesima occasione per imbottire di militarismo i molti astanti, con performance di parà, idrovolanti e mongolfiere nel paese dei tarocchi.
Francesco dZ - 8 giugno 2019
Oggi e domani, udite udite, vedremo delle scie Tricolori... Uau! Così la costa sbennese si popolerà di smartphone flescianti, telecamere portatili, tutti attrezzati con bastoni per selfie, binocoli, monocoli, cicli, tricicli e monopattini per seguire il color patrio. L'Amministrazione felice e contenta di aver risvegliato l'amor patrio (per mascherare la propria insipienza), saluta e ringrazia con qualche decina di migliaia di euro della comunità la medagliata Pattuglia Acrobatica. L'ennesima occasione per imbottire di militarismo i molti astanti, con performance di parà, idrovolanti e mongolfiere nel paese dei tarocchi.
Francesco dZ - 8 giugno 2019
Etichette:
Francesco Del Zompo,
Frecce Tricolori,
Militarismo,
Pattuglia Acrobatica
domenica 19 maggio 2019
[PICCOLO DECALOGO DI RESISTENZA CIVILE]
…a Matte’, se trovi uno di questi striscioni che fai, mi arresti?
1 MATTO DA LEGARE
2 CHI LEGA non MANGIA LE MELE
3 FESSO CHI LEGA
4 LA FELPA NON E’ ELEGANTE
5 LE STELLE NON HANNO LEGAMI
6 LEGALMENTE ME NE FREGO
7 MI FANNO MALE I LEGAMENTI
8 CON TE NON FACCIO LEGA
9 LEGATI (almeno) LA LINGUA
10 LA LEGA E’ UN EX VOTO
PGC - 18 maggio 2019
Etichette:
Decalogo di resistenza,
LEGA,
PGC
giovedì 9 maggio 2019
- Meglio castrato o cotoletta? -
Quando non si hanno idee si creano slogan per dementi
Non c'è che dire, Matteo il truce ci sa fare. Lanciare sempre il sasso oltre l'ostacolo, non il cuore come qualcuno sarebbe tentato a pensare. Distrarre a cerchi concentrici, stupire, alzare polveroni, dare l'impressione che ogni idea da lui proposta è più importante di quanto si pensi. Vitale, inderogabile, come direbbe il sempre green dal testone stagliato e spiccante su fondo nero. Daresoluzioni rapide, veloci, cotte e mangiate da assimilare velocemente.
Una volta si raccoglievano firme per petizioni o referendum. Si parlava di divorzio, giustizia, aborto, nucleare, droghe, obiezione di coscienza, magistratura, finanziamento pubblico ai partiti, procreazione assistita, sulle trivelle in Adriatico etc. etc. L'ultimo, in ordine di tempo e forse anche in termini assoluti, visto la sconfitta della sinistra ex-governativa, è quello del 4 dicembre 2016 sulla riforma costituzionale.
Non c'è che dire, proprio un bel salto: la proposta di legge per la castrazione chimica da aggiungere alla galera per stupratori e pedofili. Ma non sarebbe meglio la cotoletta del 'castrato'? Magari più economica, non bisognosa di 'chimica'.
Domanda fatta dal sottoscritto al presidio sambese-leghista:
Perché non richiedete anche la firma per la lobotomia?
Perché non richiedete anche la firma per la lobotomia?
Dopo uno sguardo assente e/o sorpreso del banchettaro neoleghista fresco di nomina, ripeto:
Bisognerebbe aggiungere la lobotomia se nel caso non funzioni la castrazione chimica. Dovete dirlo a Salvini… e che cavolo! (a proposito di castrazione).
Bisognerebbe aggiungere la lobotomia se nel caso non funzioni la castrazione chimica. Dovete dirlo a Salvini… e che cavolo! (a proposito di castrazione).
Questa lega slegata, senza lacci e laccioli, irrefrenabile, posta nella trinacria governativa campana-pugliese-lombarda, ci porterà, se non già, nella sstoria con le due esse minuscole e destrorzamente sibilanti, fatta di stoltezza, violenza e cinismo.
Francesco Del Zompo - Sben, domenica 5 maggio 2019
Etichette:
Castrazione chimica,
Francesco Del Zompo,
Matteo Salvini
Iscriviti a:
Commenti (Atom)









