sabato 21 aprile 2018

Tanti auguri a tee, tanti auguri a teee, …

        Caro prof, non so quando sei nato, ma voglio portarmi avanti col lavoro: non stando su féssbuc, devo cercare di ricordarmi da solo quando e a chi fare gli auguri, poi me ne scordo. Però so per certo che non sei nato né a Berlino né a Branau in Austria, quindi gli auguri (Glückwunsch) non te li faccio in tedesco, lingua che tu padroneggi benissimo. 

So solo che una volta, ma forse più di una, entrasti in classe con un distintivo delle SS, che da una gita scolastica in Austria ti riportasti per ricordo una divisa nazista. E che oggi la tua preside, se da un lato cade dal pero, dallaltro graziosamente dice non era un segreto che le sue idee andassero, in maniera pacata, in una certa direzione - ah, in maniera pacata - ma non ci sono mai state lamentele né dai ragazzi né dalle famiglie. Normale, siamo in Ascoli. E siamo in una scuola, figurati.

       Voglio farti gli auguri, caro prof, perché mi dicono che hai lanima di artista e sei appassionato di fotografia, sennò come ti veniva la brillante idea di fare gli auguri allartista e fotografo tetesco-di-Berlino Colmar Walter Hahn per i suoi 129 anni, lo zio Walter, brrr, certe foto Ci credo che non intendevi farli al Führer, Adolf Hitler non scattava foto, non era un artista (per te era di pppiù!), brillava in altro 

       Ovvio che dei miei sfottenti auguri ad un prof-vicepreside sputtanato (ma non è detto) non cale niente a nessuno, mentre quelli tuoi hanno a buon diritto ri-sputtanato Ascoli a livello mondiale. Meno danneggiata - perché lo è già di suo -  limmagine dellAzienda Scuola, azienda fallita e non più Istituzione, volentieri arresasi al Mercato cui riforme scellerate lhanno consegnata; che, supinamente complice, ha rinunciato allinsegnamento vero, alla formazione delle coscienze, alleducazione delle personalità; che neanche espelle i prof della tua risma, ma li coccola li promuove e li difende.


PGC - 21 aprile 2018

giovedì 15 febbraio 2018

La notte di Pirzio

Eravamo tra gli ultimi amici “acquisiti”, ma ci considerava come quelli suoi più antichi. Stava ancora mediamente bene.

Restaurava con genio e passione bici di ruggine dai freni a bacchetta, produceva acquerelli d’incantata bellezza, disegnava a mano libera - con cura affettuosa del particolare - volti, paesaggi, macchine d’epoca, aeroplani, barche a vela, paesi piceni e croati…

Progettava creando, con quel gusto inconfondibile che per decenni ha generosamente sparso sul territorio, ma il suo talento non è stato apprezzato come meritava.

Si son “dimenticati” pure che è morto: un paio di giorni fa, un lieve chiarore ad est gli ha detto di andare a riposare… 

Ci piaceva come scriveva. Gli chiedemmo un pezzo per UT, “La Notte”, e ce lo inviò con l’acquerello che ne “conteneva” il testo. Ne facemmo l’editoriale: era la “sua” notte, vista e narrata dalla casa in collina di Grottammare.

Dall’ultimo suo rifugio di Castorano (che non abbiamo fatto in tempo ad andarci), l’ultima notte di Franco forse non è stata molto diversa, ed è stata solo sua. Ma non ne avremo mai l’acquerello.

*

Da UT (n°5, 2013) “La Notte”, editoriale

La notte di Pirzio

Il giorno è di tutti, la notte è solo mia. Io gliel’ho confessato e così lei è diventata possessiva e gelosa, non mi lascia più in pace. Alle tre, qualche volta prima, mi sveglia e mi tira giù dal letto, mi dà tregua solo quando sente i miei passi strascinati muovere il ghiaietto di via Berlusconi (chi conosce questa storia sa di cosa parlo) mentre mi avvicino al capanno officina dove restauro biciclette dal nobile freno a bacchetta, o gli altri passi più sordi che mi accompagnano allo studio dove dipingo. Mi siedo davanti ai colori e lo spazio si restringe e si trasforma e si riduce a un microcosmo dove il tempo rallenta e che ha un solo protagonista… me. Ma non è così. Fuori un predatore notturno, forse un allocco o un barbagianni, chiama con un brivido sinistro e la porta aperta mi fa sentire passi felpati di faine e di volpi. La notte mi sostiene e mi culla, guidando i miei gesti. Poi mi molla e colpi incontrollati di sonno mi sbattono la testa sul tavolo e sull’acquerello, lasciando segnacci sulla carta che mi distruggono il lavoro delle ore precedenti. La notte guarisce le fatali rovine degli scempi architettonici, e una finestra accesa nel buio copre la struttura che la ospita. Notte sul mare o da incubo, dove coste che sembrano lontane sono invece pericolosamente vicine, e coste vicine sono faticosamente lontane. Notti con la luna piena lontana, ma così vicina da far leggere la carta nautica. Notti buie come la pece in cui sembra navigare nel nulla… e venni in luogo di ogni luce muto che mugghia come fa mar per tempesta se da contrari venti è combattuto… Poi un lieve chiarore appare ad est e ti dice di andare a riposare… che alla notte ci penso io, te la farò ritrovare vergine fra poche ore… Buonanotte.

Franco Pirzio

PGC - 14 febbraio 2018            

               
                          

lunedì 15 gennaio 2018

NON ANDREMO "OLTRE"...
Non andremo "Oltre" il 62
Già col numero 61 l'avevamo presagito: con "Il Vento" tutto se ne va...
UT finisce qui.
       Grazie a chi ha volato con noi
       Grazie a chi ci ricorderà
       Grazie a chi accetterà (quasi) in regalo ancora un UT*Lo diceva anche Léo: "Col tempo tutto se ne va"

* Una copia la scegli tu e l’altra la scegliamo noi e te la regaliamo.
Costo 15 euro spese di spedizione comprese.
Per i numeri usciti consulta il blog http://ilmondodiutblog.blogspot.it/

In più, aggiungendo 15 euro, puoi abbinarci l’antologia “UT Sessanta”.
Per questo abbinamento aggiungeremo delle sorprese a ns discrezione e disponibilità.

                              Scrivi a: info@letteraturamagazine.org

mercoledì 28 agosto 2013

La "nostra" Enrica Loggi a "Sotto la tettoia"

Sotto 
la tettoia
al riparo dalle cattive lune


CINEMA - POESIA - MOSTRE

INCONTRI ESTIVI 2013

Venerdì 30 agosto ore 21,30

Enrica Loggi

Letture di Poesie da "...A una rima di vento"




Presenta: Antonella Roncarolo

Voci recitanti: Enrica Loggi e Piergiorgio Cinì

Accompagnamento musicale: Lorenzo Evangelisti

seguiranno momenti conviviali

presso: B&B Cantine Cameli
S.P. Valtesino Km.2 - GROTTAMMARE
tel. 0735 632497 - cell. 340 3574414
info@bebcantinecameli.it 


domenica 4 agosto 2013

Viaggio nell'illusione del - 70%. Libreria MONDADORI San Benedetto del Tronto: sconti del 70% per tutto agosto. Sta scritto! Per favore, non barate sui libri

Decine di cartelli rossi foderano le vetrine, grandi, vivaci, inequivocabili: -70% dal 1 al 31 agosto. Non è una libreria qualsiasi alla canna del gas, ma la MONDADORI, la più grande di San Benedetto e della provincia di Ascoli Piceno, piazzata al centro-centro della città e dell’isola pedonale. Più grande di un supermercato, di una concessionaria auto, di una discoteca. Una libreria (stranamente) aperta tutti i giorni ad orario continuato, pure la domenica, pure le feste, pure il primo maggio. Facevo prima a dire aperta sempre.
Come al solito, anche oggi pomeriggio la costeggio in bicicletta e noto i cartelli. Non è la mia libreria, ci entro solo quando piove, ma con sconti al 70%... vado. Anche dentro, cartelli rossi-70% dappertutto, sugli scaffali, sulle pareti, sulla testa. Azz, sono in pantaloncini da bagno, non ho soldi in tasca, massimo per il giornale e un caffè, toh… 3 euro in tutto. Ma il libro di Alessandro Baricco è lì davanti, 10 euro prezzo di copertina, meno il 70% quanto fa? Tre euro giusti. ZAC, almeno questo lo compro. Via alla cassa, mentre penso domani torno e con 30-40 euro mi porto a casa 10 libri. Poca fila, tocca a me, sono dieci euro prego. Cosaaa? Comeee? Sì, prezzo pieno, qui sopra quasi niente sconti, massimo il dieci o il venticinque per cento su qualcosa, se vuole il 70% scenda sotto (nel sotterraneo). Mi passi il titolare. Non c’è. Ovviamente lascio il libro sul banco, faccio qualche foto, mentre intorno a me, che prima c’era gente, si fa il vuoto…
Questa la cronaca. Esco, cerco un vigile, starà nei paraggi, stanno preparando la “Notte Bianca”, confusione ed eccitazione indescrivibili. La faccio breve: in 40 minuti di minuzioso pattugliamento di tutto il centro, non solo non ho trovato manco un vigile, ma neanche un carabiniere-di-quartiere, un poliziotto-di-quartiere, un sindaco, un assessore, un consigliere, un presidente di qualcosa, un finanziere, un marinaio, un artigliere, un forestale, un infermiere del 118 o della Croce Verde. Ho potuto solo raccontare la faccenda a qualcuno, che non si è scandalizzato. Sai, il commercio è così, fanno tutti così, che ci vuoi fare, mica puoi cambiare il mondo, tira a campa’, siamo una città turistica, c’è la crisi…
Però le altre librerie avranno protestato, fatto esposti. Non li avrò visti, ma i vigili avranno già verbalizzato l’infrazione; il sindaco sarà andato su tutte le furie; la Finanza avrà già sbobinato gli scontrini… Non si scherza. Se un bel po’ di gente (milioni, dicono) è disposta in questi giorni a far la “guerra civile” per difendere i pregiudicati, i disonesti e i condannati, figuriamoci quanti ce ne sono disposti ad esporsi per contrastare l’illegalità!

Pier Giorgio Camaioni

martedì 30 luglio 2013

Matar M'Baye, Vincenzo Maria Oreggia e Marco Cruciani: viaggio di suoni, corpi e parole nel Senegal dei misteri. In amore d'Africa

Vincenzo Maria Oreggia e il re animista di 
Oussouye, in Casamance
A Ripatransone, il 10 agosto alle 21.30 nel Giardino ex Acli, con Matar M'Baye, musicista, percussionista e cantore senegalese di etnia Griot. Figlio d'arte - i suoi genitori erano rispettivamente direttore e prima danzatrice del Ballet National du Senegal - vive tra il suo paese d'origine e l'Italia dove svolge un'intensa attività artistica e didattica. I Griot, considerati in Africa i depositari della tradizione, sono grandi conoscitori del passato ma il loro ruolo si è adattato alle esigenze della contemporaneità. Forte di questo ruolo, Matar M'Baye si esibisce in Italia e in Europa con l'obiettivo di diffondere la vitalità e la complessità della cultura musicale del Senegal nella convinzione che la conoscenza sia un ponte fra i popoli.

Racconti di viaggio e letture di Vincenzo Maria Oreggia, autore di racconti, romanzi e sceneggiature per cinema. Grande viaggiatore permeato da diverse culture, collabora con periodici e quotidiani nazionali. Tra i suoi libri: Prossimi alla conclusione, Archivio di voci, Bach tra gli elefanti, Pesce d’aprile a Conakry e Questa non è la mia patria. Esperto di culture dell'Africa occidentale, trascorre lunghi periodi dell'anno in Senegal.
Proiezione del cortometraggio Di colore vagabondo di Marco Cruciani: antropologo e regista formatosi dopo il percorso accademico al seguito dei grandi maestri del cinema, dello spettacolo e della fotografia italiana, inaugura nel 2003 il laboratorio di produzioni audiovisive SOL SI FA Audiovisual per mezzo del quale ha spaziato dal cinema di finzione al documentario, dalle scenografie visuali alla video-arte, dagli spettacoli dal vivo in forma di viaggi audiovisuali ai corsi didattici di educazione all'immagine e creazioni in video per studenti.
In caso di maltempo la manifestazione si terrà presso il Museo Diocesano di S. Agostino.

venerdì 12 luglio 2013

Boires. La mostra di Albert Casals a Barcellona

Le mie opere partono dall'indagine e dal gusto per la materia, intesa come segno di vita, concepita secondo le mie regole plastiche che mettono al bando il superfluo o il senso letterario che possono distrarre l'equilibrio finale fra l'idea e il lavoro.
Fino al 1980, i toni della terra scura hanno dominato il mio lavoro, con una tessitura molto tratteggiata. Nel 1990 ho lavorato su tessuti modulari, usando toni prevalentemente chiari e pastello. Attualmente indago con nuovi materiali e tecniche, su ceramica, scultura e vetro, con una concezione più spazialista, come di un espressionismo che si astrae nella lingua predominante del colore.


Albert Casals

lunedì 8 luglio 2013

Le cose che non ho. La nota per il libro di Grégoire Delacourt

Sono partita per le vacanze. Ho scelto un b&b di pace. La Torretta bianca a San Benedetto del Tronto. Vista mare, ma in collina. Stupendo. L'ideale per questa strana estate 2013. Ho portato alla mia amica Romina un libro. Già, con tre figlie piccole chi ha tempo per leggere? Il titolo recita, Le cose che non ho. L'autore un mio coetaneo francese, mai sentito prima: Grégoire Delacourt. Salani Editore. C'è una fascetta rossa che si staglia sulla copertina nera opaca molto lieve e raffinata, dove piccoli fiori lucidi dal rosa al rosso cupo volano qua e là, taluni scontornati e lucidati da un passaggio serigrafico. La fascetta annuncia che ne sono state vendute 500.000 copie. Il più grande successo francese dopo L'eleganza del riccio (che bello quel libro!). Oibò Grégoire è un pubblicitario, uno dei più grandi di Francia. Lui dovrebbe dire alla Jacques Séguéla: “Non dite a mia madre che faccio il pubblicitario”. Scrittore, aggiungo io. Beh, tre giorni dopo il mio arrivo, ritrovo il libro sul tavolo della mia bellissima camera. Dentro c'è una lettera. Della mia amica. Ha divorato le 142 pagine e mi invita a leggerlo commentando una frase tratta da una pagina: "Vorrei avere la fortuna di decidere della mia vita, credo che sia il più bel regalo che possa capitarci". Stavo ultimando Norwegian wood di Murakami Haruki e non l'ho preso in mano (finché ci sarà vita ci saranno da leggere, fortunatamente, prelibatezze per il cervello).
Sabato, la notte prima della partenza, ho aperto anch'io queste cose che non ho. Ne abbiamo tutti cose che ci mancano. Da assaporare mi son detta dopo poche pagine. Ci sono dei libri all'apparenza sottili, ma che ti fanno viaggiare corposamente con la mente, se solo alzi gli occhi un attimo dalla pagina perché cambia il paragrafo, li senti complici e ti portano lontano. C'è tutto in queste parole nero su bianco della vita. Ci sono l'amore, la famiglia, i figli, le amiche, il lavoro, la vita, i sogni, i dolori, le umiliazioni, le fatiche, qualche rara magia, l'adattamento e la speranza. E c'è la morte. Violenta, lenta, improvvisa, ma che sta nella natura del vivere anche un po' bizzarro e imprevedibile. E c'è quella che è la peggiore di tutte le morti: il denaro. Non vi svelo nulla di Jocelyne e del suo mondo. Ci mancherebbe. Sono felice che siamo in tre ad avere paura del denaro: lei, io e quel magico uomo che è stato Ingmar Bergman. Che si è confessato laicamente in tal senso, come riusciva a fare sinceramente e bene lui da scrittore (Lanterna magica, la sua autobiografia - da avere...). E non abbiamo dubbi, che la fila dei lettori di queste cose che non abbiamo, si allungherà e si allungherà, vero monsieur Delacourt?
Talvolta albeggia meglio di altre volte. "Vivement dimanche avec le parfume de merci, merci beaucoup".

Michaela Menestrina